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Newsletter del 23 maggio 2017

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Newsletter del 23 maggio 2017

Notizie Flash - 21 Novembre 2017

Cari soci,

questa settimana focus sulla cronometro a squadre, la composizione delle squadre ed il regolamento. Nuovo format per questa prova, in versione sperimentale e quindi da perfezionare, ma speriamo divertente e coinvolgente in pieno spirito Genova.

Seguono gli avvisi dei successivi eventi tra cui la gita nel Varesotto e per ultimo, da gustare, la chicca storica. Buona lettura a tutti.

 NOVECOLLI 2017

Questa domenica si è svolta la decana delle granfondo italiane, la Novecolli, ed il Genova era presente con 18 soci divisi equamente sui due classici percorsi di 210 e 130 km. Vediamo sinteticamente il risultato cronometrico:

Socio                              tempo             media

D'ANTUONO KRISTIAN       07:58:37.48      25,70
DI PAOLO PASQUALE         08:07:40.40      25,22
BELVEDERE CELESTINO      08:48:02.19      23,29
CARCANO ALESSIO            08:50:41.41      23,18
GALASSO GIANNI              09:24:51.31      21,78
PALICI DI SUNI MARIO       09:36:13.13      21,35
MANTERO ANNA               10:36:08.08      19,34
DE GIROLAMO CLAUDIO     11:17:19.34      18,16

TRAMBAIOLI PAOLO           04:24:59.25      30,57
PALMIRA ALESSANDRO       05:05:22.22      26,53
PERUCH STEFANO             05:07:48.97      26,31
PECCHI CRISTIANO            05:27:01.62      24,77
CALVELLI LUCA                 05:29:35.35      24,58
SPADACCINO GAETANO      05:59:02.57      22,56
BRANDUARDI ANGELO       05:59:54.54       22,51
FUMAGALLI GIAMPIERO      06:34:37.55      20,53
D'AMORE GIORGIO            06:44:38.88       20,02

Complimenti a tutti perchè sappiamo che ognuno ha dato tutto ciò che poteva per vincere la propria sfida personale!

 28.05.2017 - CAMPIONATO SOCIALE - CRONO SQUADRE

Giovedì sera in sede sono state sorteggiate le squadre:

Trambaioli  D'Antuono  Celauro  Bordino 
 Spader  Lusetti Mangiameli Rovelli
 Ghersina  Caroli De Girolamo Galasso
 Romanò  Micheli Maciocco Gorini
       
Hussey Pedroni Versino  
Spadaccino Gugliandolo Folini  
Gennari Veneruso  Alquati  
Palmira Mantia Peruch  


REGOLAMENTO

La gara si svolge in due parti: le qualifiche, per determinare gli accoppiamenti, e la gara a inseguimento, per determinare la classifica definitiva.

1) Qualifiche
Nella prima parte ogni squadra, che partirà nell’ordine di cui al sorteggio, effettuerà da sola 4 giri di pista (pari a due chilometri), i primi due sono di lancio, mentre al suono della campana scatta il tempo cronometrato rilevato sul terzo e quarto giro. In altre parole saranno rilevati i tempi sul “chilometro lanciato”. Il tempo di chiusura del tratto cronometrato ( un chilometro ) verrà rilevato sul quarto componente e determinerà gli abbinamenti delle squadre nella gara ad inseguimento e darà una prima indicazione del posizionamento nella classifica definitiva (vedi punto 2).

2) Gara a inseguimento per la classifica finale
La seconda parte prevede invece una gara a inseguimento su 8 giri di pista (4 Km), ovvero due squadre alla volta con partenza da fermi e sfasati di mezzo giro (pari a 250m). La squadra che taglierà per prima il suo traguardo (o che raggiungerà l’altra squadra) avrà vinto la prova e conoscerà il proprio piazzamento nella classifica finale. Le squadre possono perdere al max un componente, a partire dal 5° giro (metà gara).

Gli abbinamenti verranno fatti a partire dai tempi di qualifica, due a due dai tempi più alti ai migliori tempi: es. ipotizzando la presenza di sei squadre, le squadre che hanno realizzato il 6° e 5° tempo più alto si batteranno per la 5a e 6a posizione, cosi via la 4a e 3a posizione e per la 2a e 1a posizione. Nel caso di numero di squadre dispari, l’ultima qualificata rimarrà ultima e non disputerà la gara a inseguimento, ma potrà, se lo vorrà cimentarsi da sola per rilevare il tempo, a fini statistici.

LOGISTICA
La gara comincia a partire dalle 12 e si prevede che terminerà intorno alle 13:30 con la finale per il primo e il secondo posto.
Chi volesse scaldarsi prima sulla pista, potrà arrivare intorno alle 11:30 e firmando la liberatoria potrà accedere alla pista, se questa non sarà già occupata da un numero max di atleti (max 50 persone). In ogni caso, in questo periodo in genere la pista comincia a svuotarsi a partire dalle 11.

 04.06.2017 - 100 GOBBE

Valida per il Trofeo Lombardia Fondo e Mediofondo, 110 km attraverso le provincie di Milano e Varese.

Chi non "fuggirà" per il ponte del 2 giugno è vivamente invitato a partecipare. Settimana prossima i dettagli.

 

 

 

 

 

10.06.2017 - Gita nel Varesotto

Le prime due gita fuori porta a Ovada e in Valsesia, sono state un successo, non solo numerico, ma in particolare per l’alto livello di soddisfazione dei partecipanti. Vorremmo attribuircene i meriti per organizzazione, efficienza o perchè siamo più belli ma, probabilmente, è solo perchè abbiamo approfittato di una giornata dal tempo fantastico almeno quanto i luoghi attraversati.

Per quest'ultima, della stagione, gita fuori porta, abbiamo scelto come base di partenza/arrivo Bisuschio (VA). Sono previsti due percorsi, uno medio di km 91,2 e dislivello di 2258 mt., e l’altro lungo di km 121,4 e dislivello di 3137 mt. In verità i percorsi sono tre in quanto è prevista una eventuale modifica per accorciare il medio e rendere l'uscita godibile anche ai meno allenati.

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 EGIDIO MAISTRELLO - BREVE STORIA DI UN GENOVINO D.O.C.

Nonostante la mia conoscenza con l'Egidio sia relativamente recente penso di potermi ritenere un amico. Da lui ho ascoltato tante storie ed aneddoti che servirebbero giornate intere per ripercorrerle. Già dai primi incontri ho pensato che fosse un personaggio che meritava una qualche forma di riconoscimento ma non mi sono mai sentito nè all'altezza nè con la necessaria sensibilità di approfondirne la personalità. La grande occasione mi si presenta facendo la conoscenza con Barbara, la figlia maggiore di Egidio, quella che meglio conosce la sua storia. Mi lancio e le chiedo se se la sentisse di scrivere qualcosa su suo padre: i suoi occhi si sono accessi d'apprima in un senso di stupore e poi di entusiasmo. Lei non mi aveva ancora risposto ma io avevo capito che era ciò che aspettava da tanto tempo. Abbiamo colto insieme l'occasione!

BREVE STORIA DI UN GENOVINO D.O.C. di Barbara Maistrello

(Prima parte)

In casa non abbiamo mai avuto esposte maglie, medaglie né trofei di nessun tipo per cui quel giorno che, ancora una volta, è arrivata una lettera di qualche sconosciuto chiedendogli una foto con dedica, incuriosita, ho voluto chiedere spiegazioni; ogni tanto ne arrivava una, erano gli anni ‘80-‘90 e la cosa mi stupiva: perché dalla Francia, dalla Spagna e anche dall’Italia qualcuno voleva una sua foto? Sapevo che da giovane era ciclista ma…


…E’ il 1958 quando il giovane Egidio, allora sedicenne, vuole iniziare a correre in bici e mio nonno decide di iscriverlo allo S.C. Genova Overlay, visto che ne conosceva il presidente. La passione è nata già da un po’ seguendo le imprese dei suoi idoli, Coppi e Van Looy ed a differenza di tutti gli amici che si ritrovano a giocare a calcio lui, un po’ perché col pallone è proprio negato, un po’ perché le corse in bici lo appassionano, decide di provarci; tra l’altro se avesse visto prima i colori sociali certamente avrebbe scelto la Azzini, visto che aveva la maglia blu e nera, e poi, che delusione quando alle prime gare si accorge di non essere in gruppo con i suoi idoli ma solo con altri ragazzi...! La prima bicicletta è recuperata da mio nonno dal figlio di un amico che aveva smesso di correre, giusto per capire se quest’idea può davvero interessargli: una Masi, decisamente troppo grande per lui che, fisicamente, non è mai stato un gigante e, come ebbero modo di commentare qualche anno dopo, in occasione di una premiazione dei Campionati Lombardi sottolineando questa fisicità: ”sopperisce alla carenza fisica con tenacia e volontà!”, che infatti non tarda a far vedere. Le prime gare sono una sofferenza: con la bici così grande a fatica riesce a pedalare ed è difficile stare in gruppo mentre nessun direttore sportivo è in grado di dar consigli ai ragazzi: “riempite la borraccia con acqua bollita!” dicevano “è più digeribile!”, i panini tutti belli incartati che non si riusciva a mangiarli e la frutta intera e con la buccia. Per fortuna grazie all’intervento del mitico Pogliaghi che conosce in sede, cambia la bici ma le prime gare sono comunque una grande fatica; la “Coppa Gabriella” per esempio: pronti via finisce in un prato poi, nella foga di rincorrere, sbaglia strada incrociando il gruppo di un’altra corsa e, quando si accorge e finalmente arriva al traguardo, è ultimissimo e non c’è più in giro nessuno. Ma lui insiste, in settimana in sede al Genova, con gli altri ragazzi si fa il punto sulle gare della domenica e lui, tutte le domeniche, corre.


Nel 1959 passa da Esordiente ad Allievo e c’è l’incontro con “La Pista”: il Vigorelli: non aveva mai avuto occasione di entrarci ma un giorno, proprio uno della concorrente Azzini gli propone di andare a curiosare un po’ e, perché no, provare a girare: all’epoca infatti la Azzini, a differenza del Genova, puntava molto sulla pista ed indirizzava e sosteneva i ragazzi che la sceglievano. E’ quasi subito amore: abitando in via Paolo Sarpi, praticamente tutti i giorni è in pista, noleggia una bici e, guardando gli altri, inizia a girare e si diverte sempre di più perché riesce a valorizzare le sue doti di agilità e destrezza e, giorno dopo giorno, arriva a conoscerla bene, ne conosce le assi, i rumori…


Nel 1961 è Dilettante ed è ormai chiaro che la passione è vera e forte quindi mio nonno lo iscrive alla “Scuola Fausto Coppi”, dove si distingue tra i migliori 14 d’Italia. Si corre la domenica, il martedì ed il giovedì, affiancando la strada alla pista che ormai comunque è diventata la sua vera passione. Lavorare ed allenarsi non è facile: sveglia alle 5, ci si ritrova con altri 3/4 e si esce da Milano in cerca di qualche salita, verso la Brianza o Varese: d’inverno il freddo e la nebbia sono tremendi e cosa dire quando, al ritorno a casa, le narici sono tutte nere forse per quello che esce dai tubi di scappamento dei camion che si usano per “farsi tirare”… Però è bellissimo, anche la fatica: su strada qualche vittoria arriva ma è alla pista che lui punta e decide quindi di provare un po’ tutte le specialità fin quando gli viene suggerito di provare dietro motori: è difficile girare in gruppo dietro a quelle moto così grosse e pesanti e gli allenatori, tipi strani; ma ormai Egidio ha deciso di fare lo stayer. Il suo fisico agile e minuto rimane ben coperto dall’allenatore, impara a rimanere sotto la moto ma non troppo altrimenti tocchi e cadi; gli piace, si diverte e vince tanto che nel Luglio del 1963 partecipa ai Campionati Italiani a Roma. Non sa bene nemmeno lui cosa può fare, ci sono tanti amici, soprattutto di squadre rivali, tutti fanno il tifo per tutti e quando tocca a lui, wow l’emozione, eccoli lì a gridare anche per lui che ad un certo punto si ritrova terzo:” terzo ai campionati italiani” pensa “mi danno la medaglia di bronzo!”, ma no e va a superare:” secondo sono secondo, basta, per me il campionato può finire qui!” ed invece, spinto dalle urla degli amici e quasi con la paura di osare:”alè” grida alla moto e sul traguardo è primo!. Il ritorno in treno è tutta una festa, ad ogni stazione si cerca una gazzetta mentre a casa la notizia è già arrivata grazie ad uno zio che l’ha sentita in tv e quando suo fratello arriva alla Stazione Centrale la prima cosa che fa è aprire la valigia per controllare se veramente c’è la maglia… E si, forse l’Egidio aveva ragione di fare tanti sacrifici, alla mattina, tutti i giorni, non c’era festa dell’ultimo dell’anno o mai far tardi la sera… ma ne valeva la pena!. A questo punto ci sia aspetta la convocazione per il Mondiale che invece non arriva: ”sei troppo giovane e senza esperienza” gli dicono e gli preferiscono “i secondi” e lui, tremendamente deluso, pensa seriamente di smettere, di non correre più; ma per fortuna ci ripensa e l’anno dopo ancora agli Italiani è secondo. Nel 1965, passato alla Bruzzanese Brill, vuole la rivincita al Vigorelli: si allena a Zurigo con Grolimon e quando torna a Milano vola: questa volta la gara è perfetta, sa dove vuole arrivare e come arrivarci: supera in terza fila alla balaustra, si diverte ed anche il pubblico, ed è primo su Donati. E vincere al Vigorelli è davvero incredibile!


Ormai tutti lo conoscono: i D.S. lo indicano come l’uomo da controllare e gli avversari…diventano amici. Nel 1965 finalmente arriva la tanto attesa convocazione per i Mondiali in Spagna, a San Sebastian: Moleman lo vede correre e si propone di guidare per lui la moto, è convinto che sarà lui a vincere, convinto come tanti altri; anche lui ci crede fino a quando però, allenamento dopo allenamento e gara dopo gara inizia ad accorgersi che qualche cosa non va: è stanco e non riesce a recuperare, ne parla col C.T. Guido Costa. ”Mi stanno tirando troppo il collo” gli dice “fatemi riposare un po’”, ma niente, viene accusato di essere un lavativo e di non aver voglia di far fatica e così continuano le uscite, gli allenamenti anche con i ragazzi del quartetto…e quando finalmente arriva il giorno fatidico è lo spagnolo Mas a vestire la maglia iridata. Prima di tutto questo però l’anno si era aperto con la 6 Giorni di Milano: è la prima volta che si apre ai dilettanti dando la possibilità di correre una vera e propria 6 giorni parallela a quella dei professionisti: Egidio corre in coppia con Renzo Premoli, vanno bene ed alla fine, nonostante la caduta dell’ultima sera, arrivano III in classifica generale dilettanti; la coppia si ripresenterà poi a Dicembre alla 6 Giorni di Zurigo.
E’ iniziata così anche l’avventura delle 6 Giorni: un mondo a parte, fatto di cuccette, massaggi, esperienze all’estero, di tanti corridori stranieri che diventano amici, come per es. Avinash Desahi, l’indiano che a Milano fa il “bianchino per mangia” (l’imbianchino per vivere), o il cecoslovacco (come si diceva una volta) che riesce a farsi regalare le sue scarpette, o ancora l’americano Martin Oliver, che ha paura e piange perché potrebbero richiamarlo in patria per andare a combattere in Vietnam…

... alla prossima settimana. 

A presto.

Giancarlo Scalmana

 
 

 
 
                                                         A cura di Gionni Piuma 
 
 
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