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Newsletter del 31 maggio 2017

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Newsletter del 31 maggio 2017

Notizie Flash - 21 Novembre 2017

Cari soci,

il fine settimana scorso siamo stati baciati da un tempo atmosferico finalmente ed assolutamente splendido. E' stata una domenica dedicata alle cronometro a squadre, al campionato sociale per i più, e a quella del Giro d'Italia per alcuni.

Per il prossimo fine settimana abbiamo due eventi: il weekend lungo, che qui solo ricordiamo per onor di cronaca, e la 100 Gobbe che invece, con una larga partecipazione, ci permetterebbe di incamerare tanti punti per i nostri obiettivi stagionali.

Campionato Sociale 2017 - Gara a Squadre

Eccoci in pista! E’ domenica 28 maggio 2017 e in concomitanza con l’ultima tappa del giro anche noi ci cimentiamo nella crono, la nostra a squadre, a pochi km di distanza dai professionisti. Siamo alla pista di Parco Nord, a Bresso. Sole splendente e temperatura calda, riscaldata anche dai nostri animi.

Sono le 11.30 qualcuno gira già in pista per sondare il terreno di gara, altri aspettano all’ombra che l’evento inizi. Nel paddock si vedono bici aero, ruote ad alto profilo, caschi penetranti e si sentono discorsi da pro. La divisa blu arancio spicca su tutto rendendo più famigliare l’atmosfera. Il Presidente non si vede, si fa desiderare, avendo deciso di non pedalare per non turbare gli animi più giovani. L’attesa cresce e finalmente arriva. Entriamo in pista per scaldare i motori e per provare le nostre strategie sui cambi.

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 LA CRONO DEI PRO

In occasione della cronometro finale del Giro d'Italia, dall'autodromo di Monza a Piazza Duomo, è stata organizzata, nella mattinata e sullo stesso percorso, una cronometro a squadre per amatori. Zitti zitti una qualificata rappresentanza del Genova ha formato una squadra ed ha partecipato sfoggiando le nostre maglie su cotanto palcoscenico. Appena avremo notizie più precise riporteremo su queste pagine. Al momento nulla si sa a parte la foto che ci è giunta. 

 04.10.2017 - 100 GOBBE

Classica del calendario cicloturistico, anche quest'anno prova di Campionato Italiano non competitiva di fondo e mediofondo. Due anni fa ricordo ancora la nostra partecipazione oceanica, quasi sessanta soci erano presenti. L'anno scorso, vuoi il ponte, vuoi altre manifestazioni molto ravvicinate, vuoi il tempo che non fu proprio favorevole non ci permise il medesimo coinvolgimento rimanendo comunque una prova per discreti pedalatori. La distanza di 110 km potrebbe soddisfare coloro che si stanno allenando per le granfondo che ci aspettano tra giugno e luglio e contemporaneamente il dislivello comunque limitato la rende accessibile anche a coloro che non vogliono affrontare percorsi troppo impegnativi.

Resta il fatto che questa partecipazione è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi societari: Campionato Italiano e Regionale di Mediofondo sono nel mirino ma senza l'aiuto di tutti non potremo aspirare alla vittoria.

Ritrovo per tutti a Passirana di Rho alle 7:30 - Avvisate preventivamente Dante della vostra partecipazione.

 

10.06.2017 - Gita nel Varesotto

Le prime due gita fuori porta a Ovada e in Valsesia, sono state un successo, non solo numerico, ma in particolare per l’alto livello di soddisfazione dei partecipanti. Vorremmo attribuircene i meriti per organizzazione, efficienza o perchè siamo più belli ma, probabilmente, è solo perchè abbiamo approfittato di una giornata dal tempo fantastico almeno quanto i luoghi attraversati.

Per quest'ultima, della stagione, gita fuori porta, abbiamo scelto come base di partenza/arrivo Bisuschio (VA). Sono previsti due percorsi, uno medio di km 91,2 e dislivello di 2258 mt., e l’altro lungo di km 121,4 e dislivello di 3137 mt. In verità i percorsi sono tre in quanto è prevista una eventuale modifica per accorciare il medio e rendere l'uscita godibile anche ai meno allenati.

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 EGIDIO MAISTRELLO - BREVE STORIA DI UN GENOVINO DOC

BREVE STORIA DI UN GENOVINO D.O.C. di Barbara Maistrello 

(Seconda parte)

E’ iniziata così anche l’avventura delle 6 Giorni: un mondo a parte, fatto di cuccette, massaggi, esperienze all’estero, di tanti corridori stranieri che diventano amici, come per es. Avinash Desahi, l’indiano che a Milano fa il “bianchino per mangia” (l’imbianchino per vivere), o il cecoslovacco (come si diceva una volta) che riesce a farsi regalare le sue scarpette, o ancora l’americano Martin Oliver, che ha paura e piange perché potrebbero richiamarlo in patria per andare a combattere in Vietnam…


Il 1966 vede ancora un secondo posto ai Campionati Italiani a Como dietro Introzzi: finale però, a detta di tutti i presenti, piuttosto dubbia e dal risultato a dir poco discutibile: Egidio è fortissimo e continua ad incitare l’allenatore che guida la sua moto per andare a superare ma questo “fa orecchie da mercante”, non sente né vede i suoi pugni in aria e le sue proteste perché vada più forte e superi, niente da fare. Comunque anche il ’66 è un anno speciale con la 6 giorni di Milano in maglia iridata perché corsa in coppia con Mino Denti che allora era campione del mondo della cronometro a squadre dilettanti; e poi a Settembre ancora una partecipazione al Mondiale di Francofort.
Ormai Egidio ha praticamente lasciato la strada e si divide tra piste coperte d’inverno e scoperte d’estate, Como, Varese, con ritiri in montagna ed in riviera: le amicizie sono sempre più forti con tutti, ha la fortuna di correre ed allenarsi con i grandi dell’epoca. Lavorando nella piccola impresa di famiglia e, dato che il passaggio al professionismo è ormai certo, si allena come un professionista e la primavera precedente il passaggio, a Loano in ritiro ha addirittura la fortuna di essere nello stesso hotel della Bianchi, allenarsi e mangiare con la squadra, ascoltare e carpire trucchi, i suggerimenti dei grandi, imparare a stare in gruppo, osservare. Le amicizie più forti con Vanni Pettenella, Arienti, Renato Carnelli e Danilo Strada, Angelo Castiglioni con il quale arriva V alla 6 Giorni di Madrid del 1967 prima di passare professionista alla Casagrande e poi a Febbraio corre la 6 Giorni di Milano in coppia con Mantovani. Nonostante i viaggi all’estero, sono le piste di casa quelle che ama di più, oltre al Vigorelli naturalmente il Palazzetto di piazza 6 Febbraio dove, gli piace girare quando non ci sono gare e tutto è spento, al buio letteralmente facendosi portare dalla bici che “sa da sola dove andare”, con la luce che filtra da sotto le assi di legno, e dove impara a girare al contrario, in senso anti-orario, tutto per la disperazione del povero custode. Il bello della pista però è anche solo girarci, per ore, per capirne i punti, da dove poter partire per la volata, fin dove arrivare in alto alla balaustra senza cadere.


Il 1967 è l’anno anche delle corse in Danimarca invitato da Ole Ritter e dell’avventura in Cecoslovacchia con la Nazionale: quando tutta la squadra ritorna in Italia dopo le gare previste, a lui è chiesto di rimanere per girare per velodromi per delle kermesse. Viene affiancato alla squadra tedesca e tutto va bene fino al giorno del ritorno quando, senza soldi, le valigie pesanti per i souvenir, la faccia metà segnata dalle croste per una brutta caduta e con il biglietto fatto dalla nostra Federazione che però sembra non andar bene, Egidio rimane bloccato in aeroporto perché non vogliono imbarcarlo: chi è questo? Uno strano tipo…le ore passano e senza soldi non si mangia, deve per forza riuscire a prendere un aereo; l’inglese non è certo la lingua internazionale di oggi quindi tra un po’ di tedesco ed un po’ di francese riesce a spiegare chi è ed a farsi cambiare biglietto con scalo a Zurigo e poi finalmente a Milano, dove nemmeno il fratello lo riconosce per via delle croste, ma almeno è a casa e può mangiare e riposarsi! Viaggiando conosce mondi molto diversi dall’Italia: alle corse di Lipsia, Brno e Pilsen vede un mondo dell’Est ancora fortemente influenzato dalla guerra, un mondo povero, con i bambini che fuori dagli hotel lo seguono per vendergli foto o regalargli qualche francobollo solo per ringraziarlo di qualche fetta di dolce o frutta che ha regalato, e la situazione per gli stessi corridori dell’Est non è molto migliore, sono fortunati rispetto alla “gente comune” ma hanno paura, i russi ed i tedeschi soprattutto, vivono nella paura di essere etichettati come filo-occidentali ed allora attenzione a come parli con loro, bisogna evitare troppa confidenza, anche con gli amici per non creare loro problemi!.


La necessità di correre all’estero è anche data dal fatto che all’epoca in Italia, a differenza di Germania, Spagna e Belgio, non c’erano tecnici specialisti delle gare dietro motori, era tutto un po’ lasciato all’inventiva ed all’iniziativa del corridore; nemmeno la Nazionale garantiva un supporto tecnico specializzato e quindi che fare? Egidio “s’inventa” degli allenamenti personalizzati: su strada delle “ripetute” per far velocità da un paracarro all’altro; o altrimenti dietro alla vespa di mio nonno, d’inverno che tornava tutto gelato, col fisso fino a Crema andata e ritorno per fare un po’ di gamba e di agilità: tutte cose normali diremmo oggi, peccato che 50 anni fa se volevi allenamenti un po’ diversi cercando di avere quel qualcosa in più, te li dovevi proprio inventare.
E cosa dire degli amici che, sempre più spesso, gli chiedono di “fargli la gara”?: ha ormai esperienza per leggere le corse e la faccia dei corridori e così trascina alla vittoria ai Campionati Italiani Renzo Premoli che quando scende dalla bici attraversa tutto il prato per andare ad abbracciarlo, o Armando Pellegrini, sempre ad un Campionato Italiano che poi, per ringraziarlo, si presenta la mattina dopo a casa con un vassoio enorme di pasticcini fatti dal suocero pasticcere!...e poi gli altri amici: Bianchetto, Beghetto, Vigna, Gaiardoni e soprattutto Maspes che lo vorrà alla Ignis nel 1968. Sono professionisti certo ma con il gusto anche di ridere e divertirsi: è con lui che gira uno spot pubblicitario per l’Ovomaltina ed è lui che gli chiede di organizzare una squadra per partecipare ad una edizione dei Giochi senza Frontiere a Montecatini. La pubblicità dell’Ovomaltina girata al Vigorelli prevedeva un surplace dei due con la volata finale vincente di Egidio, al quale veniva chiesto: ”ma chi ti da tutta questa forza?” “Ovomaltina da forza!”. Il compenso, almeno per Egidio, doveva essere una fornitura piuttosto considerevole di prodotti, già promessa a parenti ed amici, peccato che non sia mai arrivata a destinazione perché un terzo che si era proposto di tenerla in magazzino ha sempre sostenuto di non averla mai ricevuta! L’avventura invece ai Giochi senza Frontiere prevedeva la squadra capeggiata da Maspes, con Egidio, Tomaselli, Strada, Forloni e Carnelli che doveva sfidare la squadra di Mentone: dovevano percorrere delle strette assi di legno su di una piscina con delle bici tipo Graziella: naturalmente la vittoria è andata ai nostri, anche se bisogna dire, la squadra francese non era stata avvisata del cambio di bici ed in allenamento usava le bici da corsa, perciò quando poi si son trovati in gara con la Graziella… tutti in piscina!
Grande squadra quella con Maspes ed Egidio alla Ignis, c’erano anche Gaiardoni, Ogna e Damiano.


Nel 1969 è ancora professionista, inizia a correre e viaggiare, ma quando a Maggio si sposa, capisce che qualcosa sta cambiando, forse è arrivato il momento di smettere. Certo è molto difficile lasciare gli allenamenti, le gare e tutto quello che sta attorno; per fortuna gli amici rimangono ed anche in Federazione si ricordano di Egidio quando, tempo dopo, devono rinnovare il settore giovanile della pista e gli chiedono di occuparsene, e ancora più tardi, quando si decide di proporre Milano come città Olimpica, lo invitano a far parte del Comitato promotore la candidatura; e poi le lettere per gli autografi che iniziano ad arrivare…


Tutto sommato sono stati anni ricchi di esperienze ed amicizie bellissime, di fatiche e sacrifici che hanno temprato il fisico e lo spirito ma che comunque sono stati fatti volentieri, con passione e amore; ogni stagione porta cose nuove e sorprese inaspettate come questo “nuovo Genova” dove si sono trovati amici vecchi e nuovi e dove, perché no, poter sognare di dare ancora il proprio contributo di esperienza e passione per portare avanti i giovani, la pista e far tornare grande il Mitico Vigorelli!

I miei più sentiti ringraziamenti all'amico Gionni, grazie per aver pensato a questo lavoro, per l'impegno  e l'affetto dimostrato ancora una volta nei confronti di mio papà. -  Barbara Maistrello

 

A presto.

Giancarlo Scalmana

 
 

 
 
                                                         A cura di Gionni Piuma 
 
 
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